“Ricordo che quando ero fanciullo, e il tuo grembo fecondo, o amenissimo Monte Cicala, nutriva le mie giovani carni, mi attraeva la tua sacra immagine. Incoronato com’eri di edera e dei rami d’olivo, cinto tutt’intorno di cornioli e di allori, di mirti e di rosmarini, di castagne, di querce, di pioppi, di olmi, lieti del connubio con la vite feconda, mentre una mano rugosa porgeva uva alla mia tenera mano, tu tendendo l’indice mi dicesti: guarda verso mezzogiorno, guarda da quella parte il mio fratello Vesuvio.”

(De Immenso, Giordano Bruno)