Manfredi

Gaetano Manfredi, Rettore Federico II Napoli

Gaetano Manfredi è prof. ordinario in Tecnica delle Costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Dall’anno accademico 2014 è Rettore dell’Università di Napoli “Federico II” e dal 23 settembre 2015 è presidente della Crui- Conferenza dei rettori delle università italiane-. Studioso di fama internazionale su innovazione tecnologica nell’ingegneria strutturale,rischio sismico di impianti industriali, sistemi di monitoraggio avanzati ed altro, mantiene un profondo legame con la sua città, Nola, dove vive e partecipa attivamente alle attività culturali cittadine. Nel triennio 2003 – 2006 è stato direttore del Dipartimento di Analisi e Progettazione Strutturale e dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2012 è stato Direttore del Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Prorettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II dal18 luglio 2010 al 31 ottobre 2014. È autore e curatore di manuali e di numerosi lavori scientifici pubblicati su rivista o presentati a congressi nazionali ed internazionali.
Nell’anno 2015 ha collaborato con l’Associazione G. Bruno di Nola in qualità di relatore sul tema "Religione e scienza come strumenti di coesistenza democratica tra le genti", dove il Rettore dell'Ateneo Napoletano svolse un brillante intervento sulla concezione della scienza alla fine del '500.
Mazzarella

Eugenio Mazzarella, Docente Universitario

Eugenio Mazzarella è prof. ordinario di Filosofia Teoretica presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Dal 1995 al 2005 ha diretto il Dottorato di Ricerca in “Scienze Filosofiche” dell’Università di Napoli “Federico II” e dal 1999 al 2005 ha curato la programmazione e le relazioni internazionali per la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “Federico II” di Napoli, di cui è stato Preside nel triennio 2005-2008. È eletto deputato al Parlamento italiano nella XVI Legislatura per il Partito democratico e diviene componente della VII Commissione Cultura della Camera. I suoi numerosi scritti sono contrassegnati, com'è tipico della recente scuola di pensiero napoletana, da una ripresa di temi propri dello storicismo ed è tra i principali interpreti italiani del pensiero di M. Heidegger. In Opera media e in Un mondo ordinato ha messo in luce un talento poetico, che gli è valso l'apprezzamento della critica e diversi riconoscimenti.
E’ intervenuto, con una puntuale esposizione, nell’ambito delle “Giornate Bruniane 2015”, al convegno avente come tema: “Religione e scienza come strumento di coesistenza democratica tra le genti – Da Giordano Bruno alle problematiche attuali”, tema dibattuto insieme al Rettore della Federico II, prof. Gaetano Manfredi
Montano

Aniello Montano, filosofo

E’ stato uno studioso attento e meticoloso come pochi, ma anche “appassionato” del Nolano, di cui ha sviscerato ogni pagina delle sue opere, cogliendone riferimenti ed originalità :”La grandezza di Bruno all’interno della storia del sapere è assicurata dalla originalità e dalla arditezza del suo pensiero. Bruno, come tutti gli altri filosofi e scienziati, - egli scrive - non elabora le sue teorie a partire dal nulla. Non opera in un deserto di pensiero. Ha alle spalle letture attente e minuziose. In convento ha studiato Aristotele e Platone, san Tommaso e i padri della Chiesa, ha letto i testi dell’umanesimo italiano ed europeo, ha riflettuto sui filosofi greci più antichi, i cosiddetti Presocratici. In giro per l’Europa è venuto a contatto con le più varie e le più moderne dottrine scientifico-filosofiche. Rappresenta, perciò, l’uomo di cultura veramente europeo per i suoi infiniti contatti con le culture, gli usi, i costumi dei diversi popoli e delle diverse nazioni. Ma da niente e da nessuno si lascia plagiare. Egli ha in testa una sua idea base, una sua convinzione scientifica, che corrobora e sostiene con sempre maggiore convinzione con il passare degli anni”.
Per anni docente di Storia della Filosofia presso l’Università di Salerno, Aniello Montano esprimeva i suoi ragionamenti con un linguaggio dai toni sempre misurati , ma aveva il pregio, non di poco conto, della chiarezza espositiva, in modo da rendere comprensibile a tutti pensieri e concetti sofisticati.
Dopo essersi occupato, agli inizi della sua carriera universitaria, del pensiero Jean Paul Sartre, si era dedicato negli ultimi tempi soprattutto al pensiero di Giordano Bruno e Giovanbattista Vico. Pregevole la sua ultima opera sul Nolano : Le radici presocratiche del pensiero di Giordano Bruno”, dove l’autore ancora una volta esprime la sua capacità di cogliere, sia nelle opere latine che in quelle “volgari” di Bruno, riflessioni e riferimenti a fonti che conducono ad Eraclito, Democrito Epicuro, Pitagora, Parmenide, Melisso ed altri.
Un ringraziamento non di maniera per le cose che abbiamo imparato dai suoi insegnamenti.

De Palma

Beniamino Depalma, Arcivescovo

Quando invitammo mons. Beniamino De palma, Vescovo di Nola, a partecipare ad un incontro che avrebbe avuto al centro la figura e la filosofia di Giordano Bruno, con disarmante prontezza rispose: “Non ci sono problemi, non è più tempo di steccati”.
Era la ennesima riprova della disponibilità di questo vescovo verso il mondo laico, peraltro più volte ospitato nelle stanze del vescovado senza pregiudizi e preclusioni.
Qualche tempo dopo riuscimmo ad organizzare, nel seminarioo di Nola, un evento forse unico, sicuramente storico, che vedeva confrontarsi il Vescovo di Nola, il Vescovo di Capua, mons. Bruno Schettino, che per anni aveva vissuto ed insegnato sul territorio nolano, ed il filosofo Aldo Masullo.
Il tema era: “Il concetto di divinità in Bruno”, argomento che affrontava anche aspetti “spinosi” quali l’appartenenza o meno del pensiero bruniano nell’alveo di quello cristiano-cattolico: Sorprese in quella occasione la condanna molto netta di mons. De Palma nei confronti della Chiesa del tempo nell’atteggiamento tenuto verso il Nolano, anche per quanto riguarda aspetti più strettamente teologici.
Non era la prima volta che il vescovo di Nola, pugliese nato a Giovinazzo(BA), usava toni molto forti e senza grandi giustificazioni; stessa forza emotiva egli l’ha usata per parlare dell’accoglienza degli stranieri, rom inclusi, per richiamare l’attenzione verso fenomeni sociali diffusi nel nostro territorio quali l’usura, il diffondersi di nuove povertà ed il diritto al lavoro come espressione della dignità di ogni uomo.
All’attenzione della cronaca qualche anno fa fu il gesto di andare dinanzi ai cancelli della Fiat di Pomigliano D’Arco per esprimere la propria solidarietà ad alcuni operai licenziati perché ritenuti “indisciplinati”, episodio che suscitò la sdegnata reazione dei dirigenti dell’azienda.
Nel tempo dello straordinario pontificato che stiamo vivendo, non ci meraviglieremmo di prese di posizioni ancor più “audaci”.

Masullo

Aldo Masullo, filosofo

Da decenni è stato capace di sedurre con l’arte della parola studenti e gente comune, una parola scandita, sezionata, poi ricompattata, poi ancora fatta volteggiare ed infine depositata nelle coscienze dei suoi interlocutori.
Aldo Masullo, filosofo di origine nolana (classe 1923) continua a stupire per la sua chiarezza espositiva non offuscata dagli anni, capace di tradurre in concetti semplici, accessibili a tutti, idee complesse.
E così i pensieri di Bruno, di Croce, di Hegel, di Husserl, vengono scomposti, collegati fra loro , avvolti in in una aura metafisica e poi “precipitati” nella vita quotidiana di ciascun uomo.
Un sorta di pifferaio magico che con le sue tonalità vocali e quella mano racchiusa tiene desta l’attenzione dei suoi ascoltatori, in un “gioco” oratorio che richiama schemi maieiutici.
Di origine nolana, il prof. Aldo Masullo è stato per anni titolare della cattedra di “Filosofia morale” presso la Federico II di Napoli, ma dimostrando anche capacità di uscire dall’ovattato mondo accademico si è cimentato nel confronto politico prima come deputato (1972-76 ) e poi come senatore(1994-96-1996-20011), diventando poi il portavoce degli intellettuali napoletani raccolti nella Assise di Palazzo Marigliano.
Numerose sono le opere dove ha trattato le tematiche dei suoi filosofi di riferimento, apportando anche propri contributi originali (……………….).
Un filo rosso tessuto per quattrocento anni dalla medesima terra lo unisce al filosofo de “Gli Eroici Furori”.
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Giuliano Montaldo, regista

“Tutte le mattine mi presentavo di buon’ora all’ufficio di Carlo Ponti dicendogli di voler fare un film su Giordano Bruno. Non se ne parla, era la sua risposta, non ho soldi da buttare. Dopo un anno alla fine l’ho spuntata e ricordo che, dopo aver visto il film in anteprima in una saletta a Roma, quando si riaccesero le luci, mi avvicinai e gli chiesi cosa ne pensasse. Carlo era ancora seduto nella sua poltrona, alzò lo sguardo verso di me da sotto il cappello. Aveva gli occhi lucidi “ hai fatto un gran bel film - mi disse – ma io ho sprecato un bel po’ di soldi, perché non lo vedrà nessuno”.
Cominciò così l’avventura di “Giordano Bruno”, interpretato da uno straordinario Gian Maria Volontè, scomparso purtroppo prima di averlo potuto invitare a Nola.
A raccontarci questo ed altro è stato il maestro Giuliano Montaldo, per la prima volta invitato a Nola a quasi quarant’anni dall’uscita del film insieme alla “sua” inseparabile Vera (Pescarolo), la compagna di una vita
“Sacco e Vanzetti”, “Marco Polo”, “ L’Agnese va a morire”,“I demoni di S. Pietroburgo” sono solo alcune sue opere cinematografiche più conosciute, dove la finzione della scena si mistura con il fatto storico, con una attenzione non casuale agli ambienti ed ai costumi delle epoche rappresentate, ed in alcuni casi (come nel film sul “Nolano”) con elementi pittorici evidentissimi.
Ironico, narratore, affabulatore, una disponibilità umana enorme, il regista genovese (nato a via Giordano Bruno, precisa) semplicemente “strega” con la sua personalità i suoi interlocutori, come è avvenuto con noi nei suoi due giorni trascorsi a Nola.
Un grande, semplicemente un “grande”.
prof Biagio De Giovanni

Biagio De Giovanni, filosofo

Professore universitario, politico, parlamentare, dirigente di partito, scrittore. Uno e tanti Biagio de Giovanni. «Sono un mille mestieri meridionale. Ma ho anche perso tanto tempo. I grandi non possono concedersi questo lusso: Croce diceva sono condannato ai lavori forzati, e nel 1913 si mise a lavorare proprio il giorno dopo la morte della sua adorata compagna. Io no, ho sempre avuto anche dei vuoti. Sono un amatore, un buon dilettante: sia della filosofia che dell'arte, non mi sono mai considerato un professionista, forse solo nell'insegnamento. La filosofia mi lascia per anni, poi ritorna. Ora sto lavorando su "Democrazia e totalitarismo"».
Autore di numerosi saggi di filosofia politica, tra i quali ricordiamo: “Hegel e il tempo storico della società
Borghese”, “Marx dopo Marx “, “La nottola di Minerva”.
Negli anni ’87 - ’89 è stato anche rettore dell’Istituto Orientale di Napoli, sua città natale, dove attualmente vive.
E’ stato ospite dell’Associazione Nolana Giordano Bruno in occasione della presentazione del libro del prof. Aniello Montano “I testimoni del tempo…”, occasione in cui ha mostrato la sua capacità critica di intellettuale multidisciplinare.
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Ingrid D. Rowland, storica

Ingrid Drake Rowland è una studiosa americana d’arte e cultura dell’antichità classica, del Rinascimento e dell’età del Barocco italiano. Già docente in varie Università degli Stati Uniti, da alcuni anni insegna a Roma presso la Scuola d’Architettura della sezione italiana dell’Università di Notre Dame. Collabora regolarmente alla New York Review of Books dove scrive di arte italiana, architettura, storia ed altri argomenti. Ha scritto vari libri, dei quali uno solo pubblicato in Italia “Un fuoco sulla terra. Vita di giordano Bruno”(2008).
In precedenza aveva già pubblicato “La cultura del Rinascimento: antichi e moderni nella Roma cinquecentesca”(1998) in cui esamina la cultura, la società ed il pensiero che hanno dato origine al Rinascimento italiano; segue nel 2004 “Lo scarritto di Scornello.Un falso rinascimentale”, la storia di una beffa del XVII secolo, perpetrato in Toscana, a Scarnello, vicino a Volterra che viene descritta come uno dei tanti episodi nella lotta di potere politico e culturale tra Roma e la Toscana.
Nel 2005 pubblica “Dal Cielo all’Arcadia: il sacro ed il profano nel Rinascimanto”, una raccolta di articoli pubblicati su “The New York Review of Book” dove viene descritta la vita quotidiana della Roma rinascimentale.
Nel 2008 pubblica “Giordano Bruno, filosofo/eretico”, che nell’edizione italiana prende il titolo di “Un fuoco sulla terra. Vita di Giordano Bruno”. Qui viene tracciata una biografia del filosofo in modo agile ed accessibile, facendo largo uso di brani delle sue opere e dedicando un’attenzione particolare agli aspetti scientifici della sua ricerca: le conseguenze che l’esistenza di un universo infinito comporta alla fisica, alla matematica, al concetto della magia, al giusto modo per l’uomo di stare nel mondo, quando il cosmo è senza limiti.
Ha, inoltre, partecipato, insieme ad altri autori, alla stesura del saggio “L’influenza dell’antichità nella recente Europa moderna”; nello stesso anno 2000 redige il catalogo della mostra sul più famoso erudito del Rinascimento “Il viaggio estasico: Athenasius Kircher nella Roma barocca”.
Ha tradotto in inglese una delle più importanti opere di Giordano Bruno, i dialoghi de “Gli eroici furori”
Ultimo libro pubblicato nel 2014 “Da Pompei: the artlife di una città romana”.
E’ stata ospite dell’Associazione il 28 Maggio 2011 in occasione della presentazione del suo libro “Un fuoco sulla terra. Vita di Giordano Bruno”.
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Tobia Toscano, storico della letteratura

IN DEFINIZIONE
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Saverio Carillo, storico dell'architettura

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Giulio Sforza, filosofo

E’ convinto che che Giordano Bruno e Friedrich Nietsche siano nati da un parto gemellare della Conoscenza durato tre secoli “Chi passi da La cena delle Ceneri, dallo Spaccio de la bestia trionfante, dalla cabala del cavallo pegaseo, dal De l’infinito, universo e mondi, da de gli eroici furori e infine dal Candelaio direttamente a La nascita della tragedia, ad Aurora, ad Umano troppo umano, alla Genealogia della morale, a La gaia Scienza, al Così parlò Zarathustra e in fine ad Ecce homo non ha l’impressione che tre secoli siano trascorsi, ma che un unico immenso spirito in essi parli, che uno stesso assoluto per essi si autoponga e si autoriveli pur nella diversità, nella varietà, nella originalità, nella novità della sua storica, fenomenica epifania in ciascuno”.
Giulio Sforza, eccentrico, dis-organico, originale intellettuale romano, docente della cattedra di Educazione Estetica presso la facoltà di pedagogia dell’Università di Roma Tre, ha svolto numerosi interventi nella iniziative dell’Associazione Nolana Giordano Bruno, apportando una visione di Bruno dove filosofia panteista e lirismo poetico suggellano la loro simbiosi.
Filosofo, poeta, musicologo, Giulio Sforza manifesta in ogni suo intervento una passione straordinaria per le vicissitudini del Nolano, espressa con un linguaggio che coniuga fervore ed immaginazione, pensiero mai disgiunto dalla vita vissuta.
Una presenza stimolante, “eretica” per molti di noi, ma ormai anche familiare.
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Riccardo Naldi, storico dell'arte

IN DEFINIZIONE
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Saverio Ricci, filosofo

IN DEFINIZIONE
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Giulio Giorello, filosofo

Laureatosi in filosofia e poi in matematica a Milano, ordinario di filosofia della scienza e per questo conosciuto con l’appellativo di filosofo della scienza, ha condotto appassionati studi sulle interazioni tra scienza, etica e politica, e scritto numerose opere, sconfinando autorevolmente anche nel campo della storia e dell’arte.

Giulio Giorello ha senza dubbio un posto di rilevo nel panorama intellettuale italiano.
Autore di numerose pubblicazioni, tra cui si possono accennare i “Saggi di storia matematica (1974), Il pensiero matematico e l’infinito (1982), Filosofia della scienza (1992), Quale dio per la sinistra? Note su democrazia e violenza (1994).

Ha partecipato alle giornate bruniane, a Nola, nel febbraio del 2013, discutendo nel suggestivo museo archeologico cittadino di Bruno e l’Universo.
Volle anche partecipare alla tradizionale cena delle ceneri, tenutasi sull’Eremo dei Camaldoli, in Nola, un colle che si affaccia su Cicala, luogo bruniano per eccellenza. Conversatore brillante e affabile, durante la cena lesse passi e fu narratore di fatti leggeri e gradevoli.
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Bruno Schettino, Arcivescovo

Originario di Marigliano ma nolano d’adozione, Don Bruno Schettino è stato per lustri parroco della chiesa del Carmine, ubicata nel popolare quartiere nolano ove si teneva il mercato ortofrutticolo. Uomo di straordinaria cultura e sensibilità, affiancava all’attività sacerdotale l’impegno di docente d filosofia e di religione in due istituti liceali cittadini.

Di animo semplice, disponibile con tutti, si è speso soprattutto per i giovani e i bisognosi, lasciando di sé un ricordo affettuoso in città, anche tra chi ha posizioni lontane dalla chiesa e dalla fede.

Di Don Bruno Schettino si vuole evidenziare la concretezza dell’uomo, la sostanza sulla forma, l’autenticità dei modi, schietti e sinceri, uniti ad un’ironia, efficace e sottile. Molti, a Nola, lo ricordano in piedi, sul retro di quelle vecchie bici graziella, mani poggiate sulle spalle del ciclista, spesso un ragazzino di passaggio, così arrivando a scuola con la tunica da prete svolazzante.

Nel febbraio 1987, Monsignor Schettino viene ordinato vescovo e lascia definitivamente Nola per guidare la diocesi di Teggiano-Policastro. Nell’aprile del 97 sarà chiamato a Capua, sulla cattedra che già fu di Roberto Bellarmino, e qui si spense il 21 settembre del 2012, a 71 anni.

Laureato in filosofia a Napoli con una tesi proprio su Giordano Bruno, non fece mancare all’associazione nolana Giordano Bruno il suo affetto, accettando di slancio l’invito alla partecipazione ad un convegno tenutosi nell’ambito delle giornate bruniane del 2012, discutendo del Nolano insieme al professor Aldo Masullo e al vescovo di Nola, monsignor De Palma, nell’aula magna dell’incantevole seminario vescovile di Nola.
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Pippo Civati, Politico

Giuseppe Civati, detto Pippo, è un uomo politico, nonché saggista e studioso di filosofia. All'età di 20 anni, nel 1997, viene eletto in consiglio comunale a Monza e nello stesso anno si laurea in Filosofia. Nel 2004 ottiene il dottorato di ricerca in filosofia alla Statale di Milano, pubblica "Non votatelo!Ricordando Luigi Pavia", promuove la prima edizione del "Festival delle città possibili" ispirato alle buone pratiche amministrative. Collabora con l'istituto di studi sul Rinascimento dell'Università di Barcellona seguendo corsi d'approfondimento presso la cattedra di Miguel Angel Granada, professore di Storia del Rinascimento e studioso di Giordano Bruno e della rivoluzione cosmologica del XVI e XVII secolo.
Nel 2005 viene eletto consigliere regionale in Lombardia ma non abbandona i suoi studi filosofici, pubblicando vari saggi, tra cui "Le ninfe hanno molto amato anche a me.", dove sviluppa la particolare interpretazione del femminino in Giordano Bruno.
Nel 2009 entra a far parte della direzione nazionale del PD e del Forum per i nuovi linguaggi e le nuove culture del PD, pubblicando vari altri saggi politici, tra cui "Regione straniera. Viaggio nell'ordinario razzismo padano".Nel Novembre 2010, insieme a Matteo Renzi, promuove "Prossima fermata: Italia",congresso/raduno alla stazione Leopolda di Firenze, lanciando il tema della rottamazione dei vecchi politici. Nel 2013 viene eletto deputato al parlamento. Il 6 Maggio 2015, esce dal PD e fonda il movimento politico "Possibile" che diventa ufficialmente partito il 21 Novembre 2015.
“Le ninfe hanno amato molto anche me” non è l’unico saggio scritto su bruno, in un altro breve scritto, “Bruno, la perennis sophia e lo strano caso del mostro Lerneo” Civati si occupa del tema della “prisca theologia” (termine usato per primo da Marsilio Ficino), ovvero della sapienza antica da cui avevano preso le mosse le religioni nel corso dei secoli, in primis quella egizia. E’ da questa sapienza originaria - sostiene Civati - che prende le mosse il concetto di “magia”, intesa come “sophia perennis”. Altro tema trattato è il rapporto tra Bruno e Lutero, sviluppato soprattutto nello “Spaccio della Bestia Trionfante”, l’opera secondo Civati dove “Bruno ingaggia un vero e proprio corpo a corpo, come è stato scritto, con Lutero e con il suo De servo arbitrio”.
Nella veste di studioso di Bruno, Pippo Civati, ha partecipato alle "Giornate Bruniane" della associazione nel convegno "Ho incontrato Giordano Bruno", tenutosi il 17 Febbraio 2014 presso il convento Santa Chiara a Nola.
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Achille Occhetto Politico

“Agli inizi degli anni ’60 fui eletto segretario della FGCI di Milano e chiesi a Giancarlo Paietta di avere la possibilità di completare gli studi universitari, ero laureando in filosofia, pur dovendo svolgere il compito assegnatomi”
“ Ma tu pensi che noi abbiamo avuto il tempo e la possibilità di laurearci? – rispose un po’ acido lo storico esponente comunista”
Però l’antico amore per la filosofia non era mai cessato in Achille Occhetto, l’ultimo segretario del più grande partito comunista dell’Europa occidentale prima della sua trasformazione in PDS.
Proprio nella veste di studioso della materia egli ha partecipato ad un incontro della Associazione Nolana Giordano Bruno, perché il filosofo nolano ha sempre avuto grande fascino e considerazione in questo uomo politico
Figlio del direttore editoriale della Einaudi e poi della Feltrinelli, a casa Occhetto erano ospiti abituali Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Cesare Pavese e gran parte degli altri esponenti della letteratura italiana del novecento.
Questo è stato il clima che fin da ragazzo Occhetto ha “respirato” ed in cui si è formato: “Cesare Pavese mi correggeva i compiti di latino e qualche settimana prima di suicidarsi era stato nostro ospite nella casa di vacanza che avevamo in Versilia”.
Nel 2006 pubblica “Potere ed antipotere”, dove l’ex segretario del PCI ripensa ad una nuova visione della politica e si imbatte in Giordano Bruno, che diventa il punto di riferimento per una originale riflessione su una concezione della società “circolare “ e non più gerarchica.
“Quello che mi affascina della “nuova filosofia” di Bruno – egli scrive – è il modo in cui dalla scoperta di un universo infinito con infiniti mondi discende una visione coerente della questione del valore e del senso dell’esperienza umana. Successi ed incidenti sono destinati a finire nel ciclo universale delle fortune e delle sorti. Nello stesso tempo Bruno ha ben presente la diversità e si domanda se l’uomo non abbia aperte davanti a sé altre strade, altre possibilità. Nella vita politica e sociale è essenziale riconoscere meriti e capacità: non s affida, egli scrive, il timone di una barca sulla base del censo”